Linkedin ha un nuovo look

Linkedin, il social network dedicato al mondo del lavoro cambia aspetto. Microsoft, nel tentativo di rilanciare il servizio, ha deciso di rimetterlo a nuovo. Senza dubbio il colosso di Redmond crede molto in questo progetto, che gli è costato per il solo acquisto ben 26 miliardi di dollari. Oltre al look, caratterizzato ora da un’interfaccia web più snella in linea con quella dell’app per i dispositivi mobile, gli esperti di Microsoft hanno introdotto in LinkedIn nuove funzioni come i chatbot, gli operatori virtuali a cui fare domande in caso di problemi.

La navigazione interna è ora organizzata in sette aree principali e ricorda per alcuni aspetti Facebook

La navigazione interna è ora organizzata in sette aree principali e ricorda per alcuni aspetti Facebook. Soprattutto la Home, che comprende il flusso dei contenuti social con i post dei propri contatti. Sarà possibile scegliere chi seguire e nascondere i messaggi pubblici di chi ci interessa poco o niente.  Le altre sezioni sono dedicate al lavoro, alla ricerca interna al social, ai contatti, alla gestione delle notifiche e del profilo. Inoltre, si può chattare con i propri contatti senza abbandonare la home page, tenendo sott’occhio i contenuti in aggiornamento. Ad oggi LinkedIn ha circa 470 milioni di utenti

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Startup: le principali novità per il 2017

Sono piuttosto numerose le novità in tema di startup previste per il 2017. Analizziamo le più salienti.

  • Aumentano le aliquote, uniformate al 30%, per la detrazione dall’imposta per i soggetti IRPEF (al posto dell’attuale aliquota del 19%) e per la deduzione dal reddito per i soggetti IRES (oggi aliquota del 20%), indipendentemente dalla tipologia di startup innovativa beneficiaria.
  • La nuova aliquota riguarda anche le startup a vocazione sociale e quelle che commercializzano esclusivamente prodotti e servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico (per le quali la normativa precedente prevedeva aliquote maggiorate pari al 25% di detrazione e 27% di deduzione dal reddito).
  • Sale anche il tetto massimo di investimento detraibile, portato da 500 mila euro a 1 milione di euro per i soli soggetti IRPEF. Per i soggetti passivi IRES l’ammontare massimo degli investimenti ammissibile in ciascun periodo di imposta resta invariato a 1,8 milioni di euro.
  • Per i portali online per la raccolta di capitali (equity crowdfunding), l’operatività è estesa alla raccolta di capitale di rischio da parte delle PMI in generale, come definite dalla disciplina europea, nonché degli organismi di investimento collettivo del risparmio o altre società che investono prevalentemente in PMI.
  • Agevolazioni sono estese agli stranieri che intendono effettuare un investimento di almeno 500 mila euro in startup innovative, inserendo controlli sui richiedenti e sulla provenienza dei fondi da investire.
  • Dal lato della finanza agevolata, viene effettuato il rifinanziamento degli “Interventi di sostegno all’autoimprenditorialità”, noti come Smart&Start. Gestiti da Invitalia, essi propongono finanziamenti a tasso zero in regime de minimis per la creazione e il rafforzamento di micro e piccole imprese a prevalente composizione giovanile o femminile.
  • Vengono, infine, concesse delle interessanti opportunità alle società quotate di essere “sponsor” di startup innovative, consentendo loro di acquistare le perdite fiscali di nuove aziende, purché le prime siano in possesso di una quota di partecipazione almeno pari al 20% e rispettino le formalità per la cessione di crediti d’imposta chiesti a rimborso nella dichiarazione dei redditi (ad esempio, atto pubblico o scrittura privata autenticata da notaio, notifica all’ufficio delle entrate).

Le perdite oggetto di cessione sarebbero solo quelle formatesi nei primi tre esercizi della startup, e dovrebbero riferirsi, in ogni caso, ad una nuova attività produttiva.

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Amazon e la polizia USA

Il principale sindacato della polizia USA ha chiesto ad Amazon di bloccare il commercio delle magliette con la scritta “Bulletproof: Black Lives Matter” ovvero “A prova di proiettile: le vite dei neri contano”. Black Lives Matter è un movimento di protesta contro la violenza e il razzismo nato due anni fa dopo l’omicidio da parte delle forze dell’ordine di due afroamericani. L’articolo è già stato “bandito” da alcuni negozi online tra cui Walmart. Secondo il sindacato di polizia, la maglietta sarebbe offensiva e la sua eliminazione dal commercio servirebbe a rafforzare il legame di fiducia tra le forze dell’ordine e le comunità in cui operano, evitando di fomentare l’odio e la diffidenza nei confronti della polizia. Nella sua lettera al colosso dell’e-commerce, il presidente del Fraternal Order of Police Chunk Canterbury ha chiesto di vietare l’uso del nome Amazon e del sito web per la vendita delle maglie da parte di terzi. Amazon, nel momento in cui scriviamo, ha scelto di ignorare l’appello e sta continuando a permettere la vendita degli articoli legati a Black Lives Matter, facendo anzi buoni affari, visto che molti concorrenti si sono “ritirati”

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Edometro vince il Premio nazionale Donna e Lavoro Startup 2016

Sono stati premiati i vincitori del Concorso nazionale Eurointerim Donna e Lavoro Startup 2016.

  1. Il Progetto vincitore è Edometro, Startup promossa da due giovani donne che lavorano da anni presso l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. L’idea nasce con l’obiettivo di progettare e realizzare un dispositivo meccatronico semplice, intuitivo e affidabile che garantisca una valutazione qualitativa e puntuale della dilatazione cervicale durante il travaglio. In fase di brevetto.
  2. Secondo classificato il Progetto Biomedfood, Startup innovativa e Spinoff dell’Università Politecnica delle Marche che si occupa di ricerca e sviluppo e consulenze in ambito di salute e alimentazione.
  3. Terzo classificato il Progetto Kesia Concept, Startup nata con lo scopo di reintrodurre le millennials a un settore che ha dato la gloria alla gioielleria Made in Italy, grazie a una innovativa tecnologia con un forte contenuto stilistico e di design.

Eurointerim Spa ha organizzato il Premio nazionale Donna e Lavoro Startup 2016, giunto alla sua sesta edizione, per dare visibilità e sostenere i migliori progetti di impresa al femminile, perché le idee non restino soltanto buone idee, ma possano crescere nel sistema produttivo italiano.

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I cambiamenti del 2016 e il futuro secondo Intel

Nel 2016 abbiamo assistito alla crescente fusione del mondo digitale e del mondo fisico, man mano che gli oggetti di uso quotidiano, le apparecchiature industriali e commerciali e intere città sono diventati intelligenti e connessi al cloud. Gli analisti prevedono che entro il 2020 più di 50 miliardi di dispositivi – indossabili, sensori per l’inventario dei negozi, veicoli autonomi, apparecchiature mediche, infrastrutture urbane e altro ancora – saranno connessi a Internet e tra di loro.

Anche il nostro rapporto con la tecnologia – come viene utilizzata, le esperienze che rende possibili e i vantaggi che ci offre – sta cambiando radicalmente.

È dalla transizione dall’analogico al digitale che non si registra un potenziale di trasformazione di questa portata: le reti si stanno evolvendo più rapidamente che mai per soddisfare le elevate esigenze di larghezza di banda create dal crescente numero di dispositivi sempre connessi per accedere, analizzare e condividere i dati in tempo reale.
Nel 2016 Intel ha collaborato con l’intero settore focalizzandosi su quattro aree che aiuteranno a stimolare l’innovazione e a consentire una trasformazione più rapida, che porta a nuove e maggiori opportunità per l’industria e gli utenti : intelligenza artificiale, reti 5G, guida autonoma e realtà virtuale / merged reality .

 

Intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale (AI) è già intorno a noi, dagli aspetti più ordinari (la dettatura vocale, il tagging delle foto e il rilevamento delle frodi) a quelli più all’avanguardia (la medicina di precisione, la previsione di infortuni e le auto a guida autonoma). L’intelligenza artificiale permetterà alle macchine di aumentare le capacità umane, automatizzare i compiti più noiosi o pericolosi, rendere possibili scoperte scientifiche e affrontare problemi sociali complessi.

Si stima che il mercato globale della robotica e dell’intelligenza artificiale raggiungerà i 153 miliardi di dollari entro il 2020, suddivisi in 83 miliardi per la robotica e 170 miliardi per l’analisi basata su AI.

Alcuni passaggi importanti nell’attività di Intel:

  • 6 agosto 2016: Intel ha firmato un accordo per l’acquisizione di Nervana Systems, leader riconosciuto nel settore del deep learning.
  • 17 novembre 2016: Intel ha annunciato una gamma di nuovi prodotti, tecnologie e investimenti dai margini delle reti ai data center per ampliare e accelerare la crescita dell’intelligenza artificiale. Di particolare rilevanza la piattaforma Intel® Nervana™, destinata ad offrire una riduzione, fino a 100 volte, del tempo necessario per l’addestramento di un modello di deep learning nel corso dei prossimi tre anni (rispetto alle soluzioni GPU).

Trend e prodotti che caratterizzeranno il prossimo anno

  • La tecnologia diventerà più accessibile e pervasiva, emergeranno nuove applicazioni in una vasta gamma di settori, generando benefici sia per le imprese che per i consumatori.
  • La tecnologia che supporta alcune applicazioni di intelligenza artificiale emergenti, come l’elaborazione del linguaggio naturale e i bot, migliorerà notevolmente, aprendo la strada ad una più ampia adozione dell’intelligenza artificiale.
  • L’apprendimento automatico e il deep learning saranno maggiormente integrati nei dispositivi IoT connessi, il che consentirà di accedere ad un livello più profondo di informazioni strategiche.
  • Intel introdurrà tre prodotti della piattaforma Intel Nervana realizzati per la velocità e la facilità d’uso, consentendo a un maggior numero di specialisti di dati di risolvere le sfide più grandi utilizzando tecnologia standard di settore. I prodotti includono:
  1. Una tecnologia rivoluzionaria di Nervana Systems che verrà testata a livello di silicio preliminare (nome in codice “Lake Crest”) nella prima metà del 2017 e diventerà disponibile per i clienti più avanti nel corso del prossimo anno, che consentirà alle reti neurali di fornire le massime prestazioni per il deep learning e offrirà densità di elaborazione senza precedenti con un’interconnessione ad ampia larghezza di banda.
  2. Un nuovo prodotto (nome in codice “Knights Crest”) che integra perfettamente i migliori processori Intel® Xeon® con la tecnologia di Nervana Systems.
  3. La prossima generazione di processori Intel® Xeon Phi™ (nome in codice “Knights Mill”), che offrirà prestazioni fino a quattro volte superiori rispetto alla generazione precedente nel settore del deep learning.

Il 5G

Più che una rete semplicemente più veloce, il 5G offrirà una latenza estremamente bassa combinata con larghezza di banda incredibilmente ampia, il che significa capacità di gestire una domanda senza precedenti di dati e un maggior numero di dispositivi connessi. Reti potenti e agili possono inoltre indirizzare il traffico di rete in modo intelligente per dare priorità ai dispositivi critici per la sicurezza, come ad esempio le automobili a guida autonoma e i dispositivi medicali indossabili. Nelle aree geografiche in cui l’infrastruttura connessa non è così veloce o affidabile come richiesto, il 5G aprirà anche un mondo di possibilità attualmente non disponibili.

Si stima che la rete 5G globale supporti 100 miliardi di dispositivi.

Le tappe principali del 2016:

5 febbraio: Intel ha presentato la sua piattaforme mobile 5G di test al Mobile World Congress. Più di recente, Intel ha lanciato una piattaforma di seconda generazione, che viene attualmente utilizzata da molteplici service provider di primo livello per il testing della rete 5G.
14 luglio: la Federal Communications Commission (FCC) ha approvato all’unanimità un piano per l’implementazione del 5G negli Stati Uniti
6 dicembre: Intel ha annunciato una partnership con AT&T ed Ericsson per lanciare la prima prova 5G con clienti aziendali, la prima del suo genere.

Nel corso del 2017…

Il 5G continuerà ad evolversi dalla sua concezione e testing a progetti di implementazioni significativi, accelerando il supporto in tutto il settore.
L’esigenza di una connettività più veloce aumenterà la pressione nel settore per l’allineamento agli standard globali definiti da IEEE e 3GPP e per affrontare le sfide chiave a livello di interoperabilità e compatibilità retroattiva e futura.
Guida automatizzata

La guida automatizzata cambierà le nostre vite e la società: l’auto del futuro ridurrà notevolmente il numero di incidenti, consentirà una più ampia mobilità e la riduzione del traffico nelle città più inquinate del mondo.

Il mercato globale dei veicoli completamente autonomi potrebbe raggiungere i 42 miliardi di dollari entro il 2025; le auto a guida autonoma potrebbero raggiungere un quarto delle vendite mondiali totali di automobili entro il 2035.

I principali annunci Intel del 2016:

  • 1 luglio: BMW Group*, Intel e Mobileye hanno annunciato una collaborazione per mettere in produzione di serie soluzioni di guida altamente e interamente automatizzato entro il 2021.
  • 15 novembre: Intel Capital ha annunciato ulteriori investimenti del valore di 250 milioni di dollari nei prossimi due anni per trasformare in realtà la guida totalmente autonoma.

I trend più interessanti del 2017

  • Verranno raggiunti progressi decisivi per migliorare ulteriormente il funzionamento delle auto senza conducente, ma anche avanzamenti ad ogni livello dell’infrastruttura, dalla connettività all’impiego dell’intelligenza artificiale e all’elaborazione dei dati.
  • Sempre più aziende entreranno nel mercato della guida autonoma, emergeranno nuove partnership e collaborazioni e l’esigenza della standardizzazione in tutto il settore.
  • Il settore continuerà a migliorare attraverso tentativi ed errori, ma il 2017 sarà il primo anno in cui i sistemi automatizzati nelle auto risulteranno accessibili a livello mainstream, come ad esempio nel caso dei sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS) o di flotte automatizzate di ride-sharing.

Realtà virtuale / merged reality

Mentre le esperienze odierne si basano sull’interazione con uno schermo, in futuro gli utenti saranno totalmente immersi nella realtà virtuale tramite vista, udito e tatto. La prossima frontiera del computing ci consentirà di costruire, risolvere, creare e giocare in un ambiente in cui il confine tra mondo fisico e mondo virtuale risulterà molto meno marcato. Le tecnologie virtuali racchiudono un potenziale enorme per il futuro, ma finora i vari settori hanno solo iniziato a toccare la superficie di ciò che sarà possibile.

Le principali tappe del 2016:

  • 16 agosto: Intel ha presentato Project Alloy, una soluzione all-in-one per la realtà virtuale.
  • 3 novembre: Intel ha annunciato l’acquisizione di VOKE*, leader nel campo delle esperienze di realtà virtuale live, per offrire esperienze di sport immersive per gli atleti, i tifosi e produttori di contenuti.
  • 7 dicembre: Intel e Microsoft* hanno annunciato le specifiche di Windows Holographic.

Per il 2017 Intel prevede che:

  • Le esperienze di realtà virtuale si svilupperanno ben oltre le fasi nascenti in settori come l’assistenza sanitaria, l’istruzione e i viaggi, impiegando la più recente tecnologia VR per creare esperienze completamente immersive.
  • Il prossimo anno assisteremo a un’integrazione ancora più profonda tra tecnologia e sport, che trasformerà il modo in cui ci alleneremo, guarderemo e interagiremo con gli sport.
  • La merged reality – un nuovo modo di sperimentare interazioni e ambienti fisici e virtuali – acquisirà un ruolo di primo piano grazie a cinque avanzamenti tecnologici (6 gradi di mobilità, monitoraggio integrato, manipolazione più naturale, libertà dai cavi, contenuto del mondo reale digitalizzato), e si prevede che venga commercializzata nel periodo delle festività del 2017.

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Flark! L’app per gli incontri al buio

Può una frase magari intelligente attrarci verso un’altra persona senza vederne prima l’aspetto?  Come si fa in questi casi lasceremo rispondere al mercato. Dopo qualche mese di sviluppo, dall’idea di cinque ragazzi milanesi nasce Flark!, la prima app di dating al buio italiana. Questa app consente di conoscere persone non in base alla classica foto profilo o foto ammiccanti, bensì con una semplice frase, che deve essere comunicata dall’utente in fase di registrazione.

Come funziona Flark!

A valle dell’installazione vengono richieste al nuovo utente alcune informazioni sulle quali applicare poi dei criteri di ricerca come, fascia d’età di persone che si desidera conoscere, sesso, distanza geografica etc etc.

L’app al momento è gratuita e disponibile su Play store e iOS, ma all’utente è richiesto un account Facebook per potersi loggare, che però sfuoca l’immagine del profilo in modo tale da non rendersi visibili.

Il matching delle persone

L’unico fattore di scelta a disposizione degli altri utenti resta appunto la frase di approccio.  In caso di matching corrisposto, l’app apre una chat tra le due persone per una durata limitata di 3 giorni.  Durante i tre giorni, l’immagine apparirà sempre più visibile fino al terzo giorno, dopo il quale viene richiesto ad entrambe le persone di prendere una scelta (ricorda un po’ il programma Undressed da questo punto di vista) se interrompere la conoscenza o meno. Analizzando il tema della privacy, molto caro alla clientela consumer è la possibilità di bloccare la persona anche prima dei tre giorni, e la certezza che la propria immagine sia “invisibile” agli altri utenti.  Queste due soluzioni dovrebbero consentire una privacy quasi totalmente garantita.

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Native advertising, la pubblicità del futuro

Sono anni che ci dicono che la pubblicità tradizionale, quella interruttiva che rovina la visione di un film o l’ascolto di un programma radio, non funziona più. Nemmeno online. Ed è per questo che si è cercata una soluzione per venire incontro alle esigenze di tutti: i brand che vogliono portare ai loro lettori, soprattutto online e su cellulare, i propri contenuti in modo che siano perfettamente in linea in termini di look & feel e pertinenza all’ambiente web in cui sono pubblicati; e i lettori stessi che vogliono un contenuto che sia davvero rilevante per loro. La soluzione si chiama “Native advertising” grazie al suo modo trasparente di comunicare agli utenti, in un formato dichiaratamente pubblicitario, i valori del brand senza disturbare la navigazione online sui diversi dispositivi oggi disponibili.

I tempi sono maturi

Se ne parla da qualche tempo, ma adesso i tempi sono davvero maturi. La dimostrazione è che l’ultima edizione dello IAB Forum di Milano ha visto il native tra i protagonisti dei workshop e, cosa molto social, degli hashtag. Ma che cos’è, in pratica, il Native advertising? Detto in parole povere si tratta di contenuti di carattere pubblicitario ma che non sembrano pubblicità. I tassi di crescita a tre cifre dimostrano che questo modello sta funzionando, che gli utenti sono disposti a leggere contributi sui temi di loro interesse, anche se chiaramente sponsorizzati. Al centro c’è sempre il cliente e i suoi interessi: non ha più senso “sparare nel mucchio”, ma occorre far vedere i contenuti giusti alle persone giuste, nel momento e nel posto più opportuni. È in questo contesto che si inserisce anche il programmatic advertising: l’automatizzazione del processo di compravendita degli spazi pubblicitari, soprattutto in relazione al target.

 

L’intervista a Julien Mosse

Per fare chiarezza su questo segmento di mercato, sul native in particolare, siamo andati allo IAB Forum di Milano lo scorso 29 novembre, e abbiamo incontrato Julien Mosse, il COO di Ligatus, azienda tedesca attiva da più di dieci anni, parte al 100 percento del gruppo Gruner + Jahr, in Italia da oltre tre anni. Abbiamo chiesto a Mosse come funziona il native Ligatus.

La nostra piattaforma di annunci punta tutto sulla qualità. Abbiamo messo a punto un algoritmo che ha un solo diktat: la selezione qualitativa. Prima di tutto dei contenuti, per cui abbiamo team in tutti e nove i paesi in cui operiamo che aiutano i clienti a creare copy e progetti grafici che funzionino davvero. Ma soprattutto la qualità del network: puntiamo su una rete di publisher premium, al fine di evitare che il messaggio dei clienti finisca sui siti sbagliati. Si tratta, in particolare, di tutelare il loro brand nei contesti editoriali online, la cosiddetta brand-safety”.

Mosse ci fa nomi di clienti importanti: parla di IBM, Renault, P&G, Disney e così via. Ma noi piccole aziende? Possiamo usare questo innovativo modo di fare advertising online?

Assolutamente sì. Abbiamo una piattaforma dedicata, detta Selfbooking, che permette di fare pubblicità all’interno del network di editori premium di Ligatus mantenendo il controllo diretto. Lo strumento permette di configurare e gestire la campagna online in poco tempo e senza un budget minimo, su desktop, tablet e mobile”.

D’accordo, non c’è un budget minimo. Ma per finire sul network premium ci sarà un minimo di spesa consigliato…

In realtà si possono fare investimenti anche da 200 o 300 euro, o addirittura 100 euro!

Ci permetta una domanda “cattiva”: al di là delle questioni dei contenuti, perché una startup dovrebbe scegliere il native invece delle campagne AdWords?

Semplice: perché non sempre i volumi di ricerca sono sufficienti per avere risultati con lo strumento di Google. Oppure perché le keyword costano troppo. E in generale, se devi far conoscere la tua nuova azienda, devi puntare su un’alternativa al display advertising. I numeri dicono che questa alternativa si chiama Native”.

Insomma, il Native advertising è innegabilmente un’ottima opportunità per gli editori, ma anche per gli inserzionisti, a includere anche le startup che vogliono farsi conoscere sul Web.

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Come sarà il turismo del futuro? L’impatto dei Big data cambierà tutto

Nonostante guerre, paura del terrorismo e tensioni internazionali il turismo nel mondo non solo è in piena salute, ma è in costante crescita. A dirlo sono i dati del report dell‘Organizzazione mondiale del Turismo, l’Untwo: nei primi nove mesi del 2016 infatti, il turismo nel mondo ha raggiunto ben 956 milioni di turisti per un totale di 34 milioni di persone in più rispetto al corrispettivo periodo del 2015.

Nei primi nove mesi del 2016, il turismo nel mondo ha raggiunto ben 956 milioni di turisti per un totale di 34 milioni di persone in più rispetto al corrispettivo periodo del 2015

La parola d’ordine è quindi: viaggiare.

Ma come sarà viaggiare nel futuro?

Se pensiamo a come era viaggiare dieci anni fa, o come sarà fra 10 anni, e consideriamo come nello stesso periodo di tempo la tecnologia possa davvero fare passi da giganti, beh, non possiamo che aspettarci che tutto sarà improntato all’insegna della semplicità digitale e della comodità per il turista.

Gli hotel, ad esempio, potranno personalizzazione dei servizi per i loro ospiti grazie ai dispositivi mobili, che potranno così fornire la migliore esperienza in assoluto: il software dell’hotel si collegherà ai vari profili social dell’ospite per permettergli di prenotare una stanza perfetta in ogni dettaglio e dove tutto è personalizzato. Agli ospiti verrà fornito un menù con le cose da fare, i ristoranti in cui mangiare, gli spettacoli a cui andare e tutto ciò di cui hanno bisogno. Futuro o realtà? La Peninsula Hong Kong ha già fatto i primi passi in questa direzione: gli ospiti infatti possono utilizzare un tablet per controllare le luci, le tende, la temperatura e la televisione, per ordinare la cena, prenotare la sauna e per pianificare le escursioni. La Conrad Concierge App, del marchio Conrad di Hilton, permette ai propri ospiti di personalizzare nel dettaglio il loro soggiorno, scegliendo, per esempio, le dotazioni preferite per il bagno o cosa mangiare a colazione da uno smartphone, mentre magari fanno jogging nel parco vicino.

Uno sguardo al futuro

Il futurologo Ian Pearson ha previsto che la stanza d’hotel del prossimo futuro porterà a nuovi livelli questo tipo di tecnologia.

Le camere d’albergo saranno dotate di cuscini che avranno al loro interno tecnologie per massaggi rilassanti al capo e al collo e per sveglie mattutine

Le camere d’albergo saranno dotate di cuscini che avranno al loro interno tecnologie per massaggi rilassanti al capo e al collo e per sveglie mattutine; mentre sistemi olografici che proietteranno l’immagine 3D di personal trainer, di cartoni animati o, persino, di familiari e amici faranno parte dell’offerta. Tra le previsioni di Ian Pearson gli hotel forniranno anche camicie da notte con sensori che possono monitorare i livelli di glucosio nel sangue e dare consigli nutrizionali. Già oggi la Stay Well room del MGN Grand a Las Vegas, dispone di luci programmate per eliminare l’effetto jetlag, con docce arricchite di vitamina C, aria filtrata e purificata tramite un sistema di filtri avanzato ed eventuali infusioni di aromaterapia a scelta.

Le mete del futuro

Ma se questo è quello che ci aspetta per quanto riguarda l’ospitalità, che dire per quanto riguarda le mete? Già oggi se ne parla molto, ma fra 10 anni l’ultima frontiera turistica sarà lo spazio che diventerà un po’ più accessibile per gli amanti della vacanza ultralussuosa. Oppure i resort sottacqua, che già oggi sono una realtà per una manciata di destinazioni nel mondo, saranno tra le mete principali. Immaginate una struttura costruita sott’acqua con suite dotate di finestre panoramiche in stile-acquario e molti servizi offerti agli ospiti per uscire a fare un giro in immersione.

Ed è ormai fuor di dubbio che il viaggio “da casa-a-casa” (Airbnb style, per intenderci) sarà il modo con cui i viaggiatori soddisferanno il loro desiderio di esplorare un luogo attraverso gli occhi dei suoi abitanti.

Ecco quindi che se l’industria del viaggio sta cambiando rapidamente, influenzata dal progresso tecnologico, dai mutamenti economici e dai poteri politici, oltre che dalla cultura e dal clima, le aziende andranno ad offrire nuovi prodotti che andranno a cambiare il modo di pianificare, prenotare e iniziare un nuovo viaggio: già oggi la vacanza (e il pernottamento) viene scelta confrontando le recensioni delle persone e i siti di confronto prezzi, e sarà questo il modello normale di riferimento a cui l’industria del turismo dovrà adattarsi.

Grazie alla diffusione (e all’utilizzo sempre maggiore) dei social network, di quelli esistenti, e di quelli che ancora non esistono, e l’integrazione tra questi e i software gestionali delle aziende, garantendo l’accesso ai nostri profili online, i nostri dati verranno utilizzati per anticipare bisogni, piani di viaggio o desideri per il nostro soggiorno. Saranno i Big data a decidere come e dove viaggeremo.

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Equity crowdfunding per tutte le PMI

Equity crowdfunding per tutte le PMI: lo strumento per la raccolta di capitali attraverso portali online, precedentemente previsto per le sole startup e PMI innovative, con la Legge di Bilancio 2017 si può ora utilizzare per finanziare le piccole e medie imprese di ogni genere.

La novità è contenuta nel comma 70 del testo della manovra approvata dal parlamento. In pratica, la Legge di Stabilità va a modificare il testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (decreto legislativo 58/1998).

L’Equity crowdfunding, si legge nel testo, è: «una piattaforma online che abbia come finalità esclusiva la facilitazione della raccolta di capitale di rischio da parte delle PMI come definite dalla disciplina dell’Unione europea e degli organismi di investimento collettivo del risparmio o altre società che investono prevalentemente in PMI».

In pratica

In pratica, tutte le norme relative all’equity crowdfunding che prima erano applicabili solo alle startup innovative e alla PMI innovative, ora valgono per le tutte le PMI (imprese con meno di 250 dipendenti, fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro oppure totale di bilancio non superiore a 43 milioni). Di conseguenza, attraverso i portali online (che devono essere autorizzati dalla Consob per questa specifica attività), dal 2017 sarà possibile raccogliere capitale di rischio (quote proprietarie) per le piccole e medie imprese.

Per il resto, le regole restano invariate. Quindi i gestori di portali devono essere imprese di investimento e banche, oppure altri soggetti che però devono essere iscritti a un apposito registro Consob rispettando una serie di requisiti. Fra i quali, l’obbligo di tramettere ordini di compravendite solo a banche e imprese di investimento. In pratica, i gestori dei portali sono degli intermediari che mettono in contatto il pubblico con le società di investimento vere e proprie, le quali sono naturalmente sottoposte a tutte le regole previste per il settore. Non possono fornire servizio di consulenza finanziaria.

L’autorità di vigilanza del mercato deve fornire apposita autorizzazione per questo tipo di intermediazione e ha istituito uno specifico registro, consultabile sul sito, in cui sono elencati i gestori autorizzati di portali di equity crowdfunding. La Consob esercita la funzione di vigilanza su questi portali.

Ricordiamo che l’Equity crowdfunding è stato inserito nella normativa italiana dal decreto sviluppo bis del 2012 (179/2012), inizialmente rivolto alle sole startup innovative, ed è stato poi esteso alle PMI innovative dal fiscal compact del 2015 (Dl 3/2015). La Consob ha messo a punto, nel 2013, il Regolamento per l’equity crowdfunding, che ha rappresentato il primo esempio in Europa di normativa su questa tipologia di investimento attraverso i portali online, e lo ha poi modificato nel 2016, introducendo una serie di semplificazioni anche per stimolare uno strumento che non è mai veramente decollato.

Molto in sintesi:

  • le regole prevedono che almeno il 5% degli strumenti finanziari sia stato sottoscritto da investitori professionali
  • l’investitore ha almeno sette giorni di tempo per cambiare idea dal momento in cui ha aderito e ogni volta che intervengono fatti nuovi segnalati sul portale che cambiano le condizioni a cui ha aderito.

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BTO – Buy tourism 2016 segna il grande successo del turismo online

Si è conclusa da poco alla Fortezza da Basso di Firenze, la nona edizione di BTO, manifestazione leader del travel online. Oltre 10mila le presenze, con un incremento del 10% di ticket venduti e un +20% di espositori e sponsor rispetto all’anno precedente.

Un 2016 all’insegna della crescita, questa la sintesi estrema dei due giorni di convention: non solo di presenze in fiera ma, e sopra tutto, del turismo online.

Gli scenari del turismo online

Manager di aziende e agenzie, albergatori, esperti di marketing, startupper, amministratori regionali e nazionali hanno analizzato insieme gli scenari futuri del business travel, mentre prestigiosi enti di ricerca hanno presentato i risultati dei loro lavori.

Primo fra tutti, l’autorevole PhoCusWright, che ha evidenziato che già dal 2016 il totale delle prenotazioni da mobile in Italia sarà di 835 milioni di euro, ben il 10% di tutto l’online travel (nel 2014 le prenotazioni da mobile sono state 372 milioni, con un incremento del 98% rispetto all’anno precedente). Secondo PhoCusWright, la nuova frontiera è la messaggistica diretta, destinata per altro ad ampi incrementi: ogni mese un miliardo di persone usa WhatsApp, 900 milioni sono su Messenger e 400 milioni su Instagram. Le app di prenotazione più popolari saranno quelle di messaggistica o social media, usate in genere per riservare soggiorni brevi (72% di soggiorni da una notte).

Il Travel Flash Report 2016 presentato al BTO da Criteo, azienda tecnologica specializzata in performance marketing, registra nell’ultimo anno in tutto il mondo un +33% per le prenotazioni da smartphone.

Dati questi, confermati anche dal Travel Flash Report 2016 presentato al BTO da Criteo, azienda tecnologica specializzata in performance marketing, che registra nell’ultimo anno in tutto il mondo un +33% per le prenotazioni da smartphone.

Interessanti, anche i laboratori di formazione di Facebook, le innovazioni di Google con il progetto Home e i nuovi sviluppi “local” di Airbnb e Booking.com.

Sostenibilità e innovazione

Sostenibilità, innovazione, risparmio energetico sono stati invece i temi trattati dal Gruppo Enel che ha presentato alcune proposte di Enel energia: dalla mobilità sostenibile con nuovissime auto e biciclette elettriche a Smart Hotel, un’offerta per il turismo ecosostenibile che si basa su energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, fino alla possibilità per gli albergatori di mettere biciclette elettriche a disposizione dei clienti per muoversi a emissioni zero.

Il vincitore

Vincitrice della prima edizione di Startup Italian Open, la competizione promossa e supportata da Fondazione sistema Toscana e Promo Firenze in collaborazione con Phocuswright Europe e Travel Appeal, è stata è Sharewood, una startup lombarda di noleggio di attrezzatura outdoor. Come premio, i cinque fondatori di Sharewood parteciperanno alla conferenza internazionale Phocuswright Europe in programma a maggio 2017 ad Amsterdam alla presenza dei più importanti investitori mondiali.

Sicuramente un successo il programma BTO for Corporate, anche di pubblico giovane: per la prima volta presenti molti studenti provenienti da dodici corsi universitari e master italiani e ben ottantadue ragazzi coinvolti nel team BTO 2016 e inseriti in un percorso di alternanza scuola lavoro.

 

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